DIECIMILA GAVETTE DI GHIACCIO di Giulio Bedeschi
di Rita D. – classe 2C – Scuola media “Giovanni XXIII” di Tricesimo
Diecimila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi
Diecimila gavette di ghiaccio è un libro avvincente che racconta le vicende della divisione Julia, in un primo momento sul fronte greco-albanese, e in seguito sul fronte russo.
Lo stesso autore, Giulio Bedeschi, avendo combattuto come sottotenente medico al fronte d’Africa, greco-albanese, jugoslavo-balcanico e russo (su cui ha scritto una serie di libri), è il migliore per descrivere tutta la disperazione di quei soldati, costretti a combattere con temperature che raggiungevano i quarantasei gradi sottozero, con la neve che arrivava all’altezza dell’inguine, con pezzi d’artiglieria risalenti alla Prima Guerra Mondiale e con interi reggimenti troppo spesso rimasti isolati nella steppa russa senza ordini precisi del Comando d’Armata Italiano. Leggendo questo libro però si nota anche l’aggrapparsi alla vita di questi uomini, sfiniti dalle fatiche di guerra, ma troppo desiderosi di ricongiungersi alla propria famiglia. Il libro, oltre ad essere un’ importante testimonianza storica della Seconda Guerra Mondiale , ricorda anche tutti i suoi caduti: gli alpini della Galilea, nave colpita da un siluro con a bordo il battaglione Gemona di ritorno dal fronte greco-albanese, tutti i morti trivellati dalle pallottole, assiderati, schiacciati dai carri armati dell’Armata Rossa, ma anche i soldati che una volta rimpatriati hanno subito gravi amputazioni soprattutto per la cancrena, uno disfacimento dei tessuti di una parte del corpo dovuta ad una infezione. L’autore ricorda anche i conducenti di mulo Scudrera e Pilòn, e il capitano Ugo Reitani suo grande amico caduto anch’esso sul fronte russo, a cui è dedicato il libro “Il peso dello zaino” ideale continuazione di “Diecimila gavette di ghiaccio”.
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