Formule magiche, riti e incantesimi di Nicola de Pulford

di Melissa I. – classe 3A – Scuola secondaria di I° “G. I. Ascoli”, Gorizia
Formule magiche, riti e incantesimi di Nicola de Pulford
Ci è stato insegnato che le streghe erano creature spaventose e pericolose. Che uscivano di notte, di nascosto, perché non avevano alternativa. Nessun uomo le avrebbe mai autorizzate altrimenti, dunque non gli restava che incontrarsi mentre il resto del mondo dormiva. Ci è stato insegnato che volassero su una scopa, perché una creatura libera senza un simbolo benevolo che la rappresenti, non può essere concepita. Ci è stato insegnato che per diventare streghe, bisognava giacere con Satana. Una donna non poteva essere tollerata senza una figura maschile che la dominasse. Ma ora vi domando perché le persecuzioni erano dirette principalmente contro le donne? Come si può spiegare che per tre secoli migliaia di donne in Europa divennero la personificazione del «nemico interno» e del male assoluto? E come riconciliare l’onnipotente, quasi mitica immagine che gli inquisitori e i demonologi crearono delle loro vittime, dipinte come creature infernali, terroriste, mangiatrici di uomini, asservite al Demonio, che cavalcavano selvaggiamente i cieli sulle loro scope, con la figura indifesa delle donne reali accusate di simili crimini e poi torturate e bruciate al rogo? E’ evidente che avessero potenziale per esercitare un discreto potere, ma non c’entrava nulla la magia. Erano colpevoli di essere portatrici di un sapere immemore e preistorico. Le donne infatti, già dalla società primitiva, erano solite dedicarsi alla raccolta di erbe e radici. Con pazienza, tentativi ed esperienza, avevano imparato a conoscerne le proprietà medicinali. Comprendevano inoltre perfettamente i cicli vitali delle piante, il tempo di maturazione dei frutti e man mano intuirono anche i meccanismi di riproduzione animale. Sapevano quali piante e frutti avrebbero trovato in un determinato periodo dell’anno ed in quali zone ce ne sarebbe stata una maggiore quantità; all’improvviso però, il concetto di guaritrice è stato “rimodellato”. La donna che cura è diventata strega; questo per delle leggi promulgate nel 1487 dal frate Kramer, all’interno del Malleus Maleficarum che era un trattato indirizzato ad inquisitori e magistrati con le indicazioni per identificare, accusare e condannare chiunque praticasse magia nera. Queste accuse, però, erano del tutto infondate; vi sembra giusto bruciare viva una donna con la colpa di avere i capelli rossi? Ebbene sì se una ragazza nasceva con i capelli rossi sapeva già quale sarebbe stato il suo destino, scritto in delle pagine bianche che non potevano essere strappate. Questa non è una delle solite recensioni; questa è una denuncia su avvenimenti poco trattati perchè troppo scomodi.
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