Oliva Denaro di Viola Ardone

di Giulia Z.
Oliva Denaro
“La femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia”
Oliva Denaro è da sempre cresciuta secondo le regole dettate dal buon costume siciliano,
che la dovrebbero portare ad essere una brava donna, una brava moglie, una brava donna
di casa. Vestirsi in modo modesto, non dare nell’occhio e aiutare nelle faccende non sono
che alcune delle innumerevoli norme che deve seguire.
D’altronde la Martorana, Sicilia, degli anni ‘60 si attiene fortemente alle tradizioni cattoliche e
alle secolari usanze morali, non essendo toccata dal boom economico che invece
caratterizzò parte della penisola italiana.
Tuttavia Oliva vorrebbe un’esistenza diversa per se stessa, fatta di studi e di libertà, simile a
quella del gemello Cosimino, che invece può fare ciò che ritiene essere meglio per lui. La
sua vita cambia bruscamente quando il figlio del pasticcere, Pino Paternò, si invaghisce
tanto di lei da rapirla. Il paese vorrebbe che Oliva sposasse Pino, chiudendo così una
questione questione fonte di imbarazzo per tutti.
La voce di Oliva, rappresentante la storia vera di Franca Viola intervistata poi dalla scrittrice
Viola Ardone, non è che una delle testimonianze di come le donne non siano state tutelate
dal codice penale, che nell’articolo 544 permetteva dei matrimoni riparatori fra le vittime di
stupro e i perpetuatori stessi.
Questa è la vicenda che ha portato al cambiamento e all’abrogazione della legge stessa,
facendo uno dei primi importanti passi verso l’uguaglianza di genere.
La storia narrata fa capire come moltissime libertà adesso date per scontate non siano che
conquiste recenti. Che la mentalità, ormai ritenuta obsoleta e quasi offensiva per la quale
una donna debba rimanere in casa, era la norma fino a pochi anni fa, soprattutto nelle zone
più conservatrici e isolate. Questo ha fatto realizzare a me, che tante delle libertà che ogni
giorno do per scontate, non lo sono state per le mie coetanee di soli sessanta anni fa.
La storia narrata fa provare rabbia, perché l’esempio di Oliva riporta nella sua cornice storie
di donne che sono state costrette ad esistenze legate a mariti violenti o segnate dalla
vergogna di non averlo proprio un marito, come se questo fatto fosse un peccato e un
fallimento personale.
La storia narrata ci fa capire quanto fortunate siamo a vivere in degli anni dove la mentalità,
almeno qui, è cambiata, spronandoci a portare avanti questi cambiamenti, a investire in noi
stesse e portandoci a dare forza alla nostra voce, per non rimanere più in silenzio.