Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway

di Borghetti L. European School of Trieste, Trieste
Il vecchio e il mare
Per caso mi sono imbattuto nella libreria dei miei nonni in un libro ingiallito e datato, uno
dei preferiti di mia nonna, tra l’altro. È un libro di poche pagine, stretto e rigido, scritto
settant’anni fa da Hemingway grazie al quale vinse il premio Nobel nel 1954.
Il racconto è ambientato in un villaggio di pescatori vicino a L’Avana, dove l’autore
teneva la barca: un marinaio gli raccontó questa storia da cui prese spunto.
Pagina dopo pagina ho conosciuto Santiago, il vecchio pescatore cubano colpito dalla
sfortuna, che non lo lascia, ridotto quasi alla miseria perché ormai da tanto tempo non
portava a casa nessun pesce. Una persona importante per Santiago è Manolin, a cui il
vecchio ha insegnato a pescare da quando era piccolo e con lui ha condiviso i suoi
migliori momenti; anche se il padre lo obbliga a pescare con altri, Manolin resta sempre
vicino a Santiago e lo accudisce, prendendosene cura.
Nel libro si racconta l’avventura del vecchio che, considerato ormai incapace di pescare,
si spinge in alto mare per prendere un pesce grosso. Perso nell’oceano per tre giorni
sfida il pesce più grande che abbia mai visto ma alla fine ne riesce a portare a casa solo
la lisca.
Grazie a questo libro ho immaginato l’oceano, le sue onde e i pesci volanti; ero talmente
coinvolto da sentirmi sulla barca insieme a lui a scacciare i pescecani.
Dal racconto emerge l’orgoglio e il coraggio di un uomo che nonostante l’età avanzata si
dimostra ancora forte e valoroso, sopportando dolori fisici, ansie e frustrazioni.
Tutti dovremmo leggere questo libro e prendere esempio dal vecchio Santiago perché
non molla mai e non smette di combattere neanche quando ormai altri avrebbero
ceduto. Un’altra interpretazione è quella di amare i propri cari, proprio quanto lui ha
amato Manolin.