Il ragazzo che disegnò Auschwitz di Thomas Geve

di Emma Francesca T. – classe 3A – Scuola secondaria di I° “G. I. Ascoli”, Gorizia
Il ragazzo che disegnò Auschwitz di Thomas Geve
Il ragazzo che disegnò Auschwitz, un libro, anzi una testimonianza preziosa sul terribile evento dell’Olocausto, pubblicata il 25 gennaio 2022, viene racontata dal punto di vista di un ragazzo, ed è proprio questo che la rende così autentica. Thomas Geve, ovvero l’autore di questo libro, è nato a Stettino (oggi in Polonia) nel 1929, al tempo città tedesca. Dopo anni di pericoli e privazioni, viene deportato, insieme alla madre ad Auschwitz, nel 1943, quando aveva poco più di tredici anni. Visse 22 mesi di agonia nei campi di Auschwitz, Groß-Rosen, dove viene trasferito dopo l’evacuazione del precedente campo, e Buchenwald, ultima tappa prima dell’arrivo degli Alleati nel 1945. Durante la liberazione, Thomas, aveva solo 15 anni e si sentì subito in dovere di testimoniare, di raccontare quello che aveva vissuto, gli orrori, la paura e la voglia di sopravvivere. Venne ricondotto, dopo un lungo periodo di convalescenza, dal padre, a Londra, mentre, purtroppo, non rivide più la madre. Nell’immediatezza della liberazione, Geve, prese dei cartoncini, con stampata sul retro la svastica, chiese delle matite ad i soldati americani e si mise a disegnare ciò che aveva vissuto in disegni semplici e stilizzati, ma capaci di dare un messaggio chiaro, forte ed indelebile. Ad essi ha fatto seguito la testimonianza scritta, ovvero questo libro, nel quale scorgiamo la quotidianità del campo, la paura, la fame, gli orrori, ma anche la solidarietà fra i prigionieri, la speranza, la lotta per la sopravvivenza ed il coraggio di chi ha scelto di non arrendersi e continuare a vivere. In questo libro, infatti, si racconta soprattutto la vita, e non la morte. È così che, Thomas Geve ci regala una testimonianza unica, preziosa e vivida in ogni sua parte, per non farci dimenticare gli orrori che, in passato, molti non conoscevano o si rifiutavano di vedere. Da oltre 75 anni, Thomas, continua a raccontare la sua storia, storia di quando faceva parte di una scuola per muratori, di quando divideva il pochissimo cibo con i suoi amici, di quando doveva sottoporsi a selezioni ed appelli, di quando i prigionieri, lavorando, dovevano costruire la Germania di Hitler da schiavi…
Consiglio di leggere questo libro poiché racconta, in modo estremamente esatto e vivido, l’atroce quotidianità dei campi di sterminio, emblemi del periodo più buio della nostra storia. Un libro toccante ed articolato, che è, allo stesso tempo, documento prezioso e storia di un ragazzo tanto indifeso quanto tenace, che non ha rinunciato ad inseguire la speranza, la vita ed il cambiamento. Questo testo sarà capace di condurvi negli abissi di uno spaventoso universo, il sistema dei campi nazisti, tra le cui vittime c’erano ragazzi come Thomas e come noi. Ciò che rende quest’ opera così interessante e diversa dalle altre è sicuramente il fatto che, a differenza di molti altri libri che ho letto, qui si racconta soprattutto la vita, il modo in cui i prigionieri trascorrevano le giornate, la solidarietà e non la morte, poiché, nei campi, non c’era solo quella. Nel libro sono inoltre presenti alcune delle tavole che Thomas ha disegnato, nelle quali echeggiano ancora un’autenticità ed una ricchezza di dettagli che le rendono particolarmente importanti ed uniche. Spero di aver invogliato diverse persone a leggere questo libro, poiché da esso si può comprendere che il cupo capitolo del nostro passato, che ha visto morte, vita, paura, orrori e speranza tutti assieme, è stato scritto da esseri umani, e sono proprio gli esseri umani che possono creare un futuro più luminoso…
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