Chiamami col tuo nome di André Aciman

di Claudia R. – classe 1B – Liceo Artistico “E. e U. Nordio”, Trieste
Chiamami col tuo nome di André Aciman
Estate. Estate solo come al nord Italia la puoi vivere.
Metà anni ‘80, così lontani eppure così vicini.
Oliver, prezioso studente del signor Perlman, trascorre un mese nella residenza del suo professore dove si imbatte nel figlio Elio, un ragazzo di cui si riesce a leggere l’anima dagli occhi.
Un luogo di mare, di spiaggia, di strade, di discorsi mai conclusi e forse mai iniziati.
Un ricciolo scuro, un pianoforte vissuto, un costume rosso.
Il rumore delle ciabatte sulle scale la mattina, il “limitar del paradiso”, il campo da tennis, il terrazzo del primo piano, l’albero di pesche.
Calde giornate d’agosto, uno spartito mai finito, un amore impossibile.
L’addio, l’affrettato saluto che mai avrà fine, alimenta un rapporto “che mai è stato ma ancora ci tenta”.
Due corpi e due anime, due bocche e due menti, compatibili eppure opposte.
Due giovani baciati da un sole che non è mai stato più caldo e intenso di quanto lo sia adesso, riflesso sulla sabbia del lungomare.
Due giovani contro il mondo, contro il destino e contro la vita stessa magari.
Il prato sotto l’albero vicino al lago ha visto e non dimenticherà quei due giovani che quarant’anni fa hanno raggiunto il paradiso terrestre solo guardandosi negli occhi.
Due mani che si intrecciano legandosi l’una all’altra, “sono come te”, io sono te, te e nessuno altro in questo piccolo spazio infinito.
Due ragazzi sconosciuti che si conoscono meglio di chiunque altro, due anime che più affini non si sono viste mai.
“Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio”, guardami e non uscirai mai dai miei occhi che ti bramano come allora.
Quanto tempo passato in silenzio comunicando con vuote parole ha fatto sì che i nostri pensieri si logorassero come non mai?
“Mi ricordo tutto”, sei indelebile sulla mia pelle, sulle mie labbra e nella mia mente come un brutto sogno talmente bello che non riesci a dimenticare.
Era l’estate degli anni ‘80, eri tu e nessun altro, eravamo noi, la casa e il mare.
Eravamo noi e lo saremmo sempre stati.
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