Quando hitler rubò il coniglio rosa di Judith Kerr

di Nicoletta G. scuola secondaria di I° “G. Randaccio”, Monfalcone
La piccola Anna ha 9 anni ed è la più piccola di una famiglia di origine ebrea che vive a
Berlino composta da Max (12 anni), la loro mamma e il loro papà,scrittore del giornale e con
origini ebree.Manca una settimana alle elezioni: il papà di Anna riceve una telefonata che lo
avvisa che i nazisti, una volta raggiunto il potere, ritireranno i passaporti agli ebrei,
consigliandolo di andarsene il più in fretta possibile dalla Germania.
E così fu, il padre parte per la Svizzera, raccomandando ai suoi familiari di non raccontare a
nessuno della sua fuga. Pochi giorni dopo anche Anna, Max e la madre si preparano per
partire e raggiungerlo
Quando riceve questa notizia Anna capisce che non rivedrà più il suo amato coniglio rosa,
“rubato” da Hitler, e si rimprovera per aver scelto di portare con sé un giocattolo che per lei in
realtà non rappresentava alcun ricordo.
consiglio molto questo libro poiché ti insegna quanto quell’epoca sia stata sofferta anche delle
persone più indifese come dei bambini,che devono sopportare tutti i cambiamenti per
scappare dal paese in cui li cercano,ed a un certo punto, in questo caso,cercano proprio il
proprio padre,poiché gli hanno messo una taglia sulla testa.
questo libro ti fa anche aprire gli occhi su quanto sia importante e speciale la vita anche con
delle piccole cose e quanto la vita possa cambiare per motivi che molto spesso, sono più
grandi di noi.