Io non ho paura di Niccolò Ammaniti

di Deva H. I.S.I.S. “Jožef Stefan”, Trieste
Il romanzo che vorrei consigliarvi si intitola Io non ho paura ed è un romanzo di
iniziazione. È stato scritto da Niccolò Ammaniti e pubblicato per la prima volta nel 2001. In
questi dieci anni è diventato un classico della letteratura, letto e amato da tutte le
generazioni.
Vi consiglio di leggere questo libro perché è veramente fantastico. Ogni pagina
trasmette dei messaggi istruttivi che possono insegnare molto e penso sia adatto ai
ragazzi dagli 11 anni in poi.
Il libro parla di un ragazzino di nove anni che si chiama Michele Amitrano. Michele
vive in Sud Italia in mezzo ai campi di grano con sua sorella minore Maria e frequenta un
gruppetto di amici. Un giorno Michele scopre una botola nella quale vede sbucare un
piede. Spaventato decide di correre a casa ma la sua curiosità lo fa tornare il giorno dopo.
Scopre che dentro la botola c’è un bambino. Inizia a portagli del cibo e l’acqua. Michele
vuole scoprire qualcosa di questo ragazzino per poterlo aiutare a trovare la sua famiglia.
Dopo varie ricerche scoprirà la dura verità che lo colpirà molto. Michele affronta le sue
paure a testa alta senza mai abbattersi e fa delle scelte che potrebbero costargli la vita.
Il libro è privo di colpi di scena inaspettati e c’è tantissima suspense. Mi è piaciuto in
un modo diverso da tutti gli altri libri che ho letto perché sono riuscita a immedesimarmi più
che mai nella storia e provare i sentimenti e le emozioni di quasi tutti i personaggi. Mi sono
immedesimata particolarmente nel protagonista Michele e nella sua mamma. Ho percepito
la paura, il coraggio e la tristezza di Michele ma anche la preoccupazione e il terrore di
essere scoperti della mamma. Penso che Michele sia un personaggio con tantissimo
coraggio e anche molto curioso pur essendo piccolino. Se mi trovassi nella sua situazione
agirei diversamente perché sono paurosa e non coraggiosa, io sono l’opposto di Michele.
Il linguaggio è scorrevole senza parole incomprensibili. Ci sono tuttavia delle parole
inappropriate che secondo la mia opinione spronano ai ragazzi della mia età a leggerlo più
volentieri.
Il libro mi ha fatto riflettere molto su due argomenti che fanno parte di questo
romanzo: la solidarietà che si crea tra i due bambini e la mafia.