Maze Runner: il labirinto di James Dashner
di Matteo M. – classe 3A – Scuola Secondaria di I° “Divisione Julia”, Trieste
Maze Runner: il labirinto di James Dashner
Diciamo che il libro in sè è un libro ma in verità lo è soltanto apparentemente. Il motivo è molto semplice: ti imprigiona, ti intrappola e ti fa ambientare al suo interno, ti avvolge in un manto caldo e ti invoglia a sfogliare quelle pagine sempre più interessato a quale colpo di scena ci sarà nella prossima pagina, o più semplicemente cosa succederà nella pagina dopo. Lo scrittore scrive in un modo comodo e veloce, si sofferma sui dettagli specifici in modo tale da farti immaginare l’ambiente in cui si trova il protagonista. Infine dopo un momento di quiete inserisce un colpo di scena che sconvolge interamente il tuo modo di pensare. Adesso sembrerò sciocco a dirlo ma è veramente magnifico. Probabilmente come in tutte le altre recensioni, dico che lo scritto è magnifico e bellissimo ma non mi vorrei limitare ad affermare quello. James Dashner (l’autore) riesce a farti impersonare nel protagonista, fa fare domande ai personaggi che sembrano ovvie, ma in verità per loro sono scelte importantissime. Il tema principale è la sopravvivenza in un labirinto e nel prequel “La mutazione” viene spiegato perché e come viene creato questo labirinto. Thomas, che è il protagonista, è la parte basilare del racconto, dato che con il suo arrivo alla radura in mezzo al labirinto, dove si trovavano persone che erano più che altro adolescenti, le cose iniziano a cambiare; il labirinto cambia più spesso poiché per complicare le cose i suoi muri si spostano di notte e durante lo spostamento delle belve meccaniche si trovano all’interno dello stesso labirinto. Vi dico solo una sigla: “C.A.T.T.I.V.O” che potrete capire pienamente solo se leggete questo libro, d’altronde non ci vuole molto: basta aprirlo!
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