Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano
di Lucrezia F. classe IV L – Liceo Scientifico Galileo Galilei, Trieste
Dover scegliere il titolo di un unico libro è come dover decidere quale fiore raccogliere in un campo ricoperto da un’infinità di colori, specie e profumi distinti. Una scelta ardua ma non impossibile. Nonostante ciò sono giunta a una conclusione, grazie al mio cuore che mi ha suggerito il tuo titolo ed è stato insostituibile con altri. Come mai proprio il tuo? Mi ha rapito. La vita complicata di una diciassettenne che si sente diversa dai suoi coetanei, fuori dagli schemi e che non ama parlare con gli altri, con due eccezioni, ovvero le uniche due persone che la sanno ascoltare e la apprezzano per ogni suo aspetto.
Mi ha scosso il cuore,
mi ha toccato l’anima,
mi ha fatto venire la pelle d’oca in diversi momenti,
mi ha fatto trattenere il respiro, per poi rilasciarlo con sollievo, sbalordendomi con inaspettati colpi di scena,
mi ha lasciato un segno,
ma soprattutto mi ha fatto riflettere sul fatto che la maggior parte della bellezza sta nelle piccole cose,
nelle cose che poche persone notano.
Fin dalle prime battute mi ha coinvolto, grazie al linguaggio travolgente, frutto di un susseguirsi di incalzanti parole che mi hanno portato a divorare rapidamente l’intero libro, parola dopo parola, pagina dopo pagina ed emozione dopo emozione.
Una volta terminata l’ultima riga ho sentito dentro di me un malinconico vuoto che avrei voluto colmare con altre centinaia di nuove pagine. Purtroppo non è stato così, però tu: “EPPURE CADIAMO FELICI”, hai occupato una parte del mio cuore e un privilegiato posto nella mia amata libreria.
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